Come si pratica: a terra su un apposito materassino, su corpo vestito con abiti comodi, possibilmente in fibra naturale.

Durata: 50’ un settore del corpo; 80’ tutto il corpo

Perché provarlo: tecnica regina per quanto riguardo lo stretching muscolare e articolare, garantisce un rilassamento completo e dona vitalità e flessibilità al corpo.


LE ORIGINI

Geograficamente la Thailandia è sita tra l’India e la Cina, e anticamente veniva usata come territorio di scambio sia per le merci che per la cultura. Proprio da questo incontro nasce il Massaggio Tradizionale Thai. Si sostiene che l’inventore di questa tecnica fosse Shivago Komparaj, amico e fisiatra del Buddha stesso. Oltre 2500 anni fa unì la ben conosciuta tecnica dello Yoga alle profonde conoscenze mediche delle tradizioni ayurvediche e cinesi. Nacque così un massaggio che non ha eguali nel mondo.

Oggi possiamo ammirare le trascrizioni di questa disciplina anche sotto forma di arte grafica al tempio Wat Pho a Bangkok, fu proprio grazie a queste incisioni su roccia che la tecnica non fu dimenticata.

La sapienza yogica ci dice che il corpo per funzionare al meglio deve essere privo di blocchi e costrizioni. Da qui tutte le tecniche di allungamento e mobilizzazione di muscoli ed articolazioni, che caratterizza il massaggio Thai. Mentre dalla profonda conoscenza delle linee energetiche della Medicina cinese furono identificati dei canali, chiamati Sen, e su di essi dei punti. Queste linee e questi punti si attivano grazie alla digitopressione, altro prestito dell’ambito cinese. Ne risulta una tecnica completa che va a lavorare su ogni aspetto del corpo, e sappiamo che quando al corpo viene data la possibilità di detendersi anche la mente ne giova trovando un momento di profonda quiete e rilassamento.

IL MASSAGGIO

Le culle culturali in cui nascono le tecniche di massaggio influenzano sempre le caratteristiche degli stessi. Il Massaggio Tradizionale Thai non fa eccezione. Popolo in cui il contatto tra le persone è sempre stato gestito con precise regole che di certo non promuovevano un approccio liberista e nudista, ha quindi prediletto un massaggio praticato sulle persone vestite. In oltre per molti secoli la pratica del massaggio Thai era prerogativa dei monaci, ossia di ordini maschili.

Durante lo svolgimento del massaggio l’operatore solleva, ruota e pratica pressioni sul corpo del ricevente, questo ha sicuramente portato alla scelta di continuare la tradizione di usare dei vestiti comodi. Se vogliamo possiamo prediligere degli abiti a fibre naturali.

Per quanto riguarda le tecniche sono molte e varie. Andiamo da semplici pressioni con i palmi delle mani o con i polpastrelli, torsioni, allungamenti. L’operatore usa tutto il suo corpo per massaggiare: palmi, polpastrelli, mani, piedi, gomiti, ginocchia, l’intero nostro corpo. Nessuna zona del corpo del ricevente è esclusa dal ricevere giovamento da questa tecnica.

Anche zone “proibite” come l’inguine o il seno, possono ricevere giovamento da tecniche di allungamento che lavorano sull’intero sistema circostante. Questo stesso principio ci permette di lavorare su zone interdette al massaggio come potrebbe essere un lombare erniato o una cervicalgia troppo dolente. Le gambe o le braccia verranno usate come leve per far rilassare i muscoli che hanno origine nel tratto lombare ma lasciando la schiena comodamente a riposo, senza neanche toccarla.

Io imparo questa techina nel corso di due viaggi a Chiang Mai, nel nord della Thailandia presso l’antica scuola Shivagakomarpaj.

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