Il corpo come mezzo di trasporto

Questo corpo è la barca che ci trasporterà sull’altra sponda dell’oceano chiamato vita.

Swami Vivekananda

Mi guardo riflessa allo specchio. Vedo la mia immagine. Vedo Rugiada che mi fissa esattamente come io sto fissando lei. Mi fermo a pensare. Cosa sto realmente vedendo?

Non sto di certo vedendo l’allegria, l’ironia, la tristezza che caratterizzano il mio essere. Non vedo la mia storia, gli eventi che mi hanno fatta diventare quella che sono. Non vedo i miei pensieri.

Vedo la mia pelle. Vedo i miei capelli, il loro colore, la loro forma. Vedo i lineamenti del mio volto. La struttura del mio corpo, muscolo dopo muscolo inframezzati di articolazioni. Vedo il mio corpo.

Si, io allo specchio posso solo vedere, con questi occhi, possso solo vedere il guscio nel quale mi nascondo, nel qualche ognuno di noi si nasconde. Quindi mi chiedo: che cos’è il corpo? Oltre all’insieme di muscoli, tessuti e visceri. Che cosa rappresenta per me il mio corpo?

È chiaro che io ed il mio corpo non siamo la stessa cosa: il corpo rappresenta solo la parte fisica della mia persona, ma io sono composta anche di emozioni, pensieri ed intuizioni. Quindi il corpo è un guscio, un luogo in cui io vivo. Io, Rugiada, vivo dentro questo corpo che è alto un metro e cinquantacinque, pesa 48kg, ha i capelli rossicci poichè tinti con l’henné, occhi chiari e lineamente poco marcati. Dall’interno di questo strumento ho la presunzione di poterlo controllare, usarlo a mio piacimento: se penso di camminare le mie gambe si flettono ed io mi muovo. Quindi potrei ipotizzare che se io non ci fossi, il mio corpo non avrebbe possibilità di essere autonomo nel movimento o nell’essere vivo. Quindi il mio corpo dipende da me per la manutenzione, io devo prendermi cura del mio corpo come un marinaio si prendere cura della sua barca per evitare di affondare una volta in mezzo all’oceano. Esattamente però come posso fare a prendermi cura del mio corpo?

Prenderci cura di una barca non è di certo facile. Bisogna conoscere il mestiere, lo s’impara negl’anni, osservando le persone già esperte. Poi il nostro mestro ci dice una frase che ci sconvolge subito e per molto tempo: non basta controllare che non vi siano buchi allo scafo, e passare i vari prodotti regolarmente, dovete imparare ad ascoltare la barca, per prevedere come si comporterà durante la prossima navigazione, per sapere quanto ancora potrete chiederle, e per sapere esattamente dove si romperà. Ci vuole coraggio per accettare questa frase e fermarsi ad ascoltare a cuore vuoto la nostra barca, finchè non ci parlerà e noi la capiremo.

Prendersi cura di un corpo, forse è altrettanto complesso. Dobbiamo occuparci di nutrirlo. Tre pasti al giorno per tutta la vita, ma se da mangiare gli daremo cibo spazzatura in pochi anni ci ammaleremo ed il corpo non sarà più in grado di ospitarci: moriremo. Quindi la qualità del cibo che diamo al nostro corpo risulta fondamentale per assicurarci un’attraversata della vita lunga e senza avarie. Se lasceremo il nostro corpo adagiato dulla sedia dell’ufficio e poi sul divano, in poco tempo ingrasseremo, i nostri muscoli si atrofizzeranno, le nostre articolazione perderanno flessibilità. Non basta mangiare bene, il nostro corpo ha anche bisogno di movimento: ginnastica, sport, camminate, bicicletta. Ogni scusa per mantenere una vita meno sedentarie e più attiva è buona per mantenere il corpo in una buona forma che duri nel tempo. Equivale alla manutenzione ordinaria della barca. Il corpo non si nutre solo di cibo, ma anche di aria, se passeremo tutta la vita respirando aria inquinata, o chiusi nelle nostre case, il corpo ne risentirà. Usciamo a giocare con i nostri bambini all’aria aperta, viaggiamo, andiamo in montagna, al mare, ovunque ci sia ancora aria buona da respirare per concedere al nostro corpo del buon carburante e darci quindi la possibilità di vivere la nostra vita al pieno dei nostri desideri e delle nostre potenzialità.

Il corpo non è altro che la nostra barca, il nostro mezzo di tasporto, con cui stiamo attraversando il vasto oceano che definiamo vita: prendiamoci cura del nostro corpo, senza di lui affonderemmo presto durante il percorso, o avremmo un viaggio travagliato e tortuoso.

Rugiada

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