Chi sei?

“Chi sei?” Mi chiese il mio insegnante

“Rugiada” Risposi.

“No! Quello è il tuo nome, te l’hanno dato i tuoi genitori ed io ti chiamo Ru, poichè non riesco a pronunciarlo bene. Il tuo nome può cambiare in base alle situazioni. Chi sei?” Chiese di nuovo.

“Sono una ragazza, caucasica, capelli biondo cenere, occhi verde-grigio…”

“No, No! Quello è il tuo aspetto, il tuo aspetto materiale. Eri così 10 anni fa? E tra 10 anni sarai ancora uguale? Il tuo corpo cambia.”

“Sono una massaggiatrice.”

“Quello è il tuo mestiere, ieri eri una studentessa, domani sarai un insegnante di yoga”

Ero persa, che cosa dovevo rispondere? Iniziavo a comprendere il meccanismo, ma ogni cosa che arrivava alla mia mente come possibile risposta era palesemente sbagliata, e non volevo fare brutta figura.

“Se non sono il mio nome, non sono il mio corpo, non sono il mio mestiere, non sarò neanche le mie emozioni o i miei pensieri, e quindi, chi sono io?” Ero attonita.

L’insegnante sorrideva e rispose semplicemente: “Tu sei, come io sono.”

Molto difficile è comprendere questa affermazione. La risposta corretta era fermarsi all’affermare la nostra esistenza, tutto il resto è mutevole e transitorio. Questo corpo materico cambia in continuazione, il mio ruolo nella società cambia costantemente, per non parlare dei cambiamenti della mente e delle emozioni. Ma io rimango sempre io, nonostante tutto intorno a me cambi.

Gli organi sono i cavalli, al mente è le redini, l’intelletto è il cocchiere, l’anima è il passeggero ed il corpo è la carrozza.

Swami Vivekananda

Questa citazione, trovata in un libro, potrebbe darci un quadro di come la nostra esistenza viene spiegata dai filosofi hindu. Io sono pura volontà, sono un’anima che ha una destinazione, un percorso da seguire. Lascio l’indirizzo d’arrivo al mio intelletto ed entro nel mio corpo. L’intelletto per raggiungere la mia meta deve far muovere il corpo, ed incarica la mente, con ordini ben precisi, di portare a compimento l’azione. La mente, grande direttore d’orchestra, spartisce ad ogni parte materica del nostro corpo gli ordini necessari per adempiere all’obiettivo: far funzionare questo corpo-carrozza e trasportare l’anima a destinazione.

Volendo, potremmo aggiungere un particolare importante, ormai assodato dalla scienza, per cui ogni aspetto studiato nel microcosmo, non può che ripetersi identico nel macrocosmo: possiamo applicare questa immagine del nostro essere ad ogni piccolo aspetto della vita quotidiana, come al senso stesso della nostra esistenza.

Se accettassimo questo, dovremmo anche razionalizzare che uno dei compiti della mente, secondo le direttive dell’intelletto, è quello di mantenere questo corpo e tutti i suoi singoli organi in buona salute. Un buon cocchiere controlla sempre la carrozza ed i cavalli prima di partire per un viaggio. La prepara per scongiurare o prevenire guasti lungo il percorso. Nutre bene i cavalli, controlla il loro stato di salute, olia i vari ingranaggi della carrozza ecc per garantire un viaggio sicuro. Allo stesso modo un corpo sano, ben nutrito, ben riposato, libero da dolori e malattie è un ottimo messo con cui attraversare il grande oceano che è la vita.

Prenditi cura del tuo corpo materiale, ma non scordarti che il cocchiere ve istruito, mai smettere di apprendere cose nuove, ed ha bisogno anche lui di riposare ogni tanto.

Rugiada

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